Diventa Socio ICC

Gianluca Massa (Presidente Associazione ICC)

Perchè aderire a un'Associazione Professionale come ICC?

Da tre anni sono Socio e Presidente Dell’Associazione ICC. In qualche occasioni, ho avuto modo di sentire dalla viva voce dei colleghi la richiesta di non rinnovare l’adesione alla nostra associazione. Tranne qualche caso le motivazioni sono di tipo economico. La domanda più ricorrente è: “Ma cosa mi dà l'Associazione?”. Questi colleghi, non riuscendo a cogliere il significato “immediato e operativo” della loro adesione, dopo qualche anno di vita associativa, si arrendono e rassegnano le dimissioni o peggio non aderiscono perché pensano sia inutile associarsi.

Prendo lo spunto da questo per fare alcune riflessioni sulla dimensione individuale del professionista delle revisioni dei veicoli e sulla necessità di trovare insieme nuove idee e nuovi modelli per facilitare il nostro lavoro e poter offrire al clienti la scelta di un professionista  in un settore dove la scarsa esperienza e l’asimmetria informativa rende spesso difficile la selezione di un professionista e la relazione con i clienti.   Un'Associazione è una comunità di professionisti auto-organizzata (non è un Ordine Professionale costituito dallo Stato!) che vuole rompere la tradizionale solitudine ed il forte individualismo che spesso caratterizza il Responsabile Tecnico (oggi ISPETTORE). Aiuta i professionisti che fanno parte della comunità attraverso l’apprendimento e la formazione permanente, l’influenza e la rappresentanza sociale, il networking, il collegamento internazionale, lo studio e la riflessione costante sulla professione e sulla sua evoluzione. Aderire ad un’associazione significa “andare oltre” la richiesta di fornitura di un servizio: significa porsi innanzitutto la domanda, parafrasando JFK, “che cosa posso fare per l’associazione e non che cosa può fare l'Associazione per me!”. Una comunità infatti, si alimenta delle relazioni, delle informazioni, delle competenze, della capacità/reattività al cambiamento dei propri associati. Neppure una polisportiva, un circolo sportivo, culturale o ricreativo, un’associazione di volontariato o non profit, siano esse di livello locale o internazionale, aperte a tutti o elitarie, possono sopravvivere se i soci non fanno un passo, personale ed esclusivo, “oltre la quota” di adesione! Far parte di una comunità significa potersi sperimentare e confrontare quotidianamente, all’interno di un’efficace rete/sistema professionale (“di protezione”, senza essere corporativo), sulle proprie competenze, sui nuovi contenuti/strumenti della professione, sui propri skill relazionali, sulle modalità di erogazione di un servizio. I nostri clienti (pubblici o privati; profit o non profit), sono oggi più competenti, più informati, più esigenti. Per vincere la sfida posta da clienti sempre più attenti e in modo quasi maniacale, al valore aggiunto realmente creato (risultati tangibili; misurazione e valutazione dei risultati), i Responsabili Tecnici devono “crescere”, sviluppare la propria rete, migliorare l’offerta professionale, fare marketing per sviluppare la cultura della comunicazione e della relazione, nelle organizzazioni e nella società. Un'associazione ha lo scopo di non lasciare soli i professionisti ad affrontare un mercato sempre più competitivo ed esigente, ma si impegna ed opera:

per la costruzione di una comunità professionale, omogenea e coesa;

per la crescita professionale dei suoi associati;

per favorire lo scambio di esperienze;

per promuovere un confronto costante con le tendenze/esigenze del mercato;

per aiutare i soci a rapportarsi in modo sempre più qualificato con il mercato.

I professionisti solitari,  considerano inutile e superfluo conoscere e intervenire sulle dinamiche specifiche del settore di riferimento e sulle dinamiche macroeconomiche che caratterizzano la vita delle imprese e delle organizzazioni “clienti” e preferiscono restare concentrati sul proprio fare, sui propri clienti, sul proprio fatturato. Si tratta di una visione miope, limitata e rischiosa, nel medio/lungo periodo.   Queste considerazioni ci portano a riflettere e a lavorare, “obbligatoriamente e costantemente”, per capire come sta evolvendo il mercato professionale in Italia e su come cambierà il rapporto tra il professionista ed i suoi clienti. Tutti elementi che richiedono a monte un’efficace strategia di marketing della professione sulla quale ogni singolo professionista potrà poi innestare la propria personale strategia di posizionamento e di marketing. “Strategia di marketing della professione” sulla quale nessun professionista può intervenire da solo e per la cui attuazione è necessario fare massa critica e fronte comune.   Se crediamo nella libertà d’impresa e in un mercato dove sia rimosso ogni forma di privilegio, di riserva di caccia o di rendita di posizione garantita per legge, allora quando parliamo di “professional firms” dobbiamo parlare, senza vergogna, anche di marketing e di vendita dei nostri servizi. Ciò significa che non basta essere bravi e preparati per “vendere” un servizio. E’ necessario creare “prima” condizioni generali, positive e favorevoli (di conoscenza, di fiducia, di risorse, di approccio, ecc.), perché i clienti richiedano i nostri servizi. Questo sistematico lavoro di base – che comprende 3 aspetti importanti: farsi riconoscere, farsi apprezzare, costruire fiducia – non può essere fatto dal singolo professionista ma va portato avanti tutti insieme, da una comunità professionale.  I nostri clienti cercano qualità nei professionisti ed in particolare:

integrità (possiamo fidarci?);

competenza (talento, expertise, esperienza);

affidabilità (saprà fare quel che dice di saper fare?);

credibilità (manterrà le promesse?).

La reputazione dei singoli ha dei riflessi sulla reputazione dell'Associazione. Viceversa una buona reputazione dell'Associazione -agli occhi dell'opinione pubblica e non solo degli addetti ai lavori - sarà un corroborante per il riconoscimento professionale dei singoli.   Come sapete le comunità di pratica  come la nostra Associazione, hanno l’obiettivo di aiutare le persone a passare dalle informazioni alla conoscenza, attraverso il dialogo, il confronto, la creazione di un legame comunitario, le connessioni, la conversazione e, secondo E. Wenger, le sue caratteristiche fondamentali sono tre: l’impegno reciproco, gli obiettivi condivisi, una base comune di conoscenze e informazioni. Le comunità di pratica dell'Associazione hanno il duplice obiettivo di:

comunicazione interna, al fine di condividere con e tra tutti i professionisti aderenti la stessa conoscenza;

comunicazione esterna, individuando forme e canali di comunicazione per divulgare le esperienze, le riflessioni, le best practice, ecc.  dei  professionisti  e  trasferire a tutti i pubblici/stakeholder la nostra competenza, il  nostro  orientamento   alla  qualità e all’eccellenza.

Il tutto per farci meglio conoscere e aumentare la nostra competitività. L’apprendimento e la gestione di progetti comuni nelle comunità di pratica va inteso anche come incontro generazionale (tra senior, junior e studenti) in cui il nuovo arrivato viene riconosciuto a pieno titolo quale membro della comunità. Il processo vede l’alternarsi di continuità e discontinuità dettate dal turnover dei partecipanti portatori di nuove conoscenze, esperienze e relazioni ma anche di nuovi artefatti con forti implicazioni sulle pratiche della comunità stessa. E’ in questa ottica che l’apprendimento e l’adesione ad una comunità professionale richiedono un certo sforzo di partecipazione, che non può che essere personale, per negoziazione e ri-negoziare il significato di stare dentro un percorso di integrazione e di coinvolgimento sociale.    Conclusioni L'Associazione ICC è una comunità professionale per dibattere, per riflettere, per costruire relazioni, per crescere professionalmente, per trovare nuovi compagni di viaggio.

Un’occasione per investire su se stessi, se cerchi chi ti possa rappresentare, pensa al tuo passato, al tuo presente e se ti senti scoraggiato, associarti all’ASSOCIAZIONE ICC potrebbe essere un cambiamento positivo per il tuo FUTURO.